Chiesa “Santa Maria degli Angeli”

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Storia della Chiesa

Nel centro di Alassio, vicino alla Parrocchia-Collegiata di Sant’Ambrogio, sorge l’Istituto Salesiano, fondato da San Giovanni Bosco il 20 settembre 1870.

Racchiusi tra il possente complesso di vecchi e moderni fabbricati via via innalzati, stanno raccolti nella loro originaria caratteristica l’anti co chiostro e la chiesa risalenti alla quattrocentesca fondazione francescana, chiesa e convento sotto il titolo di Santa Maria degli Angeli.

L’antica torre campanaria, muta dei sacri bronzi, sembra rammentare a chi la guarda l’umile dimora di pace e solitudine creata per i seguaci del Poverello di Assisi.

La prima origine della chiesa si perde nell’Alto Medioevo, quando i Benedettini dall’ isola Gallinara fondano in Alassio i Priorati di Santa Croce e di Sant’Anna e la chiesa di Sant’Ambrogio con una vicina Foresteria.

È nel contesto del profondo rinnovamento spirituale, conosciuto come la seconda fioritura francescana lungo il secolo XV, che si colloca la costruzione in questa Foresteria del Convento e l’ampliamento della primitiva e modesta chiesetta, col titolo di Santa Maria degli Angeli.

La Liguria, che ha fatto proprio l’ideale Francescano già dal tempo di San Francesco, accoglie con non meno entusiasmo la nuova riforma intrapresa da San Bernardino che prende il nome di “Regolare Osservanza”. Una costante tradizione rivendica allo stesso San Bernardino la gloria di aver destato nell’ animo degli Alassini il desiderio di un convento di Minori Osservanti.

Nel 1418, dopo la sua predicazione sotto il portico di Sant’Anna ai Monti, viene scelto il luogo e piantata la Croce, ma i lavori si arrestano per mancanza di mezzi. Nel 1458 fu San Giovanni da Capistrano, suo discepolo e propagatore della sua devozione al Santo Nome di Gesù, a sollecitare gli Alassini alla sottoscrizione delle spese dell’innalzamento della chiesa e del convento, e il beato Battista Tagliacarte di Levanto a stimolarne il compimento. L’opera viene ultimata, stando allo storico di Albenga Girolamo Rossi nel 1470, stando invece al padre Dionisio da Genova e al padre Bernardino da Marasco nel 1500.

Chiesa e convento vengono benedetti e inaugurati da mons. Valerio De Calderina, vescovo diocesano.

Nel XVI secolo, il convento e annoverato tra i principali della Provincia genovese dei Frati Minari Osservanti. Ai vantaggi spirituali che gli Alassini si sono ripromessi se ne aggiungono ben presto altri: i frati aprono nel loro chiostro pubbliche scuole per insegnare ai fanciulli i primi rudimenti del sapere in un tempo in cui l’accesso allo studio è un privilegio riservato ai figli delle famiglie agiate. C’è inoltre una scuola di intaglio, una di scultura lignea aperta dal padre Francesco Rungaudo, che esegue egregiamente gli stalli del coro ed un insegnamento nautico che impartisce norme per l’uso dell’astrolabio e dei portolani.

Nel 1600 ai Frati minori osservanti succedono per un decreto della Sacra Congregazione dei Religiosi i Minari Riformati, detti Zoccolanti, un ramo autonomo sorto sul finire del XV secolo: austeri e zelanti riscuotono grande popolarità, ampliano il convento per impiantarvi lo studentato che viene aperto il 5 luglio 1718. La chiesa e molto frequentata la gente vi accorre per udire le prediche tenute dai dotti frati ai quali molti ricorrono per esigenze spirituali o per consigli.

La chiesa di S. Maria degli Angeli viene scelta come luogo di sepoltura preferito dagli Alassini: le cappelle sorte lungo le due navate laterali sono di giuspatronato delle casate nobili e delle famiglie abbienti; l’intero pavimento della navata centrale si ricopre di lapidi marmoree con i relativi epitaffi. Sul finire del XVIII secolo risulta divenuta, per la particolarità dei suoi sepolcri, la Santa Croce degli Alassini.

La soppressione napoleonica delle corporazioni religiose investe il convento violentemente. “Nottetempo i soldati irrompono in chiesa: la violano, depredano, devastano, e cacciano dal convento i Frati. Fatta poi man bassa su quanto v’era, tagliate le alte piante che si levavano dal piazzale, tutto fanno preda di guerra e oggetto di mercato. Anche taluni dei religiosi, già spiritualmente estranei, cooperano a fare spelonca”

Nel 1827 il Regio Economato di Torino cede convento, chiesa e villa al Vescovo di Albenga Mons. Carmine Cordiviola che ne fa la villeggiatura dei suoi chierici. Cordiviolavi giunge dalle terre calde di Sicilia… Alassio, ridente di sole e di mare, con un Tirasso al posto dell’Etna, troppo gli evoca la sua terra catanese per non sentirne il fascino. Si affretta a rifare, per prima cosa, la cattedra vescovile in Sant’Ambrogio.

Poi pensa a S. Maria degli Angeli: dal 1824 al ’25 cura i lavori di adattamento. Nella parte anteriore della chiesa ricava l’atrio (con al disopra una tribuna per comodità dei chierici), Nel piano terra e alloggiato il refettorio e la spaziosa cucina, al piano superiore l’appartamento del Vescovo, al secondo piano un ampio dormitorio destinato ai chierici, illuminato dal grande finestrone sulla facciata e da altre finestre verso occidente. Per accedere all’appartamento del Vescovo e alla sovrastante camerata, un’ampia scala con accesso dal chiostro.

L’iniziativa del Vescovo urta la sensibilità degli Albenganesi, che si sentono colpiti nel loro prestigio. Delle lagnanze cittadine si fa interprete il Municipio con il ricorso alla Sacra Congregazione dei Riti, lamentando che il Vescovo … ha portato la sua residenza in Alassio. Dovrebbero avere, i Vescovi, cuori d’acciaio. Cordiviola non l’ha. Muore. Alle meschinità albenganesi si aggiungono quelle alassine: il Vescovo sarebbe stato avvelenato” (A. Borzacchiello, Albenga e il suo Seminario, Albenga 1969).

Successivamente i Minari Osservanti tentano di riacquistare il convento ma invano: il vescovo mons. Raffaele Biale dichiara di non sentirsi obbligato a restituire il convento. Sempre di proprietà dello Stato, viene posto all’asta pubblica nel 1870. Aggiudicato all’offerta del Canonico Giovanni Francesco Ampugnani, questi lo cede il 20 settembre di quell’anno al sacerdote Giovanni Bosco, residente in Torino. È la prima casa salesiana aperta da Don Bosco fuori dal Piemonte, il primo liceo (1871) della Congregazione, la prima spiaggia che il Santo si assicura sin dal 1875, mentre del 1881 è l’Osservatorio Meteorologico sorta sul campanile della chiesa.

Per il lungo abbandono si impongono lavori di restauro che vengono iniziati il 21 giugno 1886 sotto la guida del pittore vercellese Carlo Costa, decoratore della Chiesa di S. Giovanni Evangelista in Torino. Il 24 dicembre, vigilia di Natale, si cominciano a togliere i ponti serviti per dipingere il soffitto della Chiesa. Nel trave che sta vicino al frontone dell’altare maggiore viene rinchiuso, in un tuba di vetro e di latta, una memoria della data, una piccola relazione dei restauri ed altre carte tra cui un autografo di don Bosco, brutta copia della domanda da Lui fatta al S. Padre per ottenere una dispensa di età per ordinazioni.

Il 5 febbraio 1890 viene portato a termine l’armadio di legno della sacrestia fatto a Genova Sampierdarena. Il 18 ottobre 1891 si celebra la prima Messa al nuovo altare, che ora è situato all’inizio del presbiterio. Disegnato da Carlo Costa di Vercelli fu realizzato in marmo, in buona parte regalato dal Conte Guerra di Massa Carrara, dallo scultore Carlo Salvioni e dallo scalpellino Antonio Lorenzetti di Massa Carrara.

Il centenario del Collegio annesso (1970) suggerì nuovi e più ampi restauri ed abbellimenti diretti dall’architetto Cesare Galeazzi di La Spezia.

Visita artistica della Chiesa

La Chiesa d’impianto romanico è stata trasformata in stile gotico sul finire dell’800. L’abside prese forma ottagonale e fu rifatto completamente il tetto con elegante decorazione. È a tre navate divise tra loro da quattro colonne. La navata centrale ha il soffitto in travature di legno a vista. Lo stesso frontone ha subito diversi cambiamenti.

Per approfondire scaricate il depliant allegato.

Orari

Celebrazioni cittadine delle Sante Messe

Mattina
07:00S. Anna
08:00San Vincenzo Ferreri
08:30S. Ambrogio
Frati Cappuccini
09:00Chiesa della Carità
09:30S. Vincenzo Ferreri
10:00S. Ambrogio
10:30S. Giovanni Battista
11:00Frati Cappuccini
11:30S. Vincenzo Ferreri
Pomeriggio
16:30Madonna della Guardia
17:30Madonna degli Angeli - Salesiani
18:00N. S. Grazie (Solo al sabato)
19:00Frati Cappuccini
21:00Chiesa della Carità (Solo al sabato)
Frati Cappuccini (Solo al sabato)
S. Vincenzo Ferreri

Restano in vigore le consuete norme anti-covid per l’accesso alla Chiesa e la partecipazione alle funzioni religiose.

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